Ora di religione – ultima parte

by lacapa

Oggi è il 2 Aprile 2008.

Allarmatevi pure, è proprio come pensate. Non scriverò più delle mie ore di religione, non perché il professore abbia smesso di dire cose che meritino di essere riportate, bensì perché alla sottoscritta basta sentirle una volta, e non avverte il bisogno di scriverle e, di conseguenza, think about it two times in the same day.

La scorsa lezione, ad esempio, s’è parlato dell’anima, della vita dopo la morte et cetera et cetera.

Lui, il grand’uomo, il mal celato più grande amore della mia esistenza, ha accennato alla resurrezione di Cristo.

Il terzo giorno, bla bla bla, com’era stato scritto, bla bla bla, il mistero della fede, bla bla bla, il corpo che non era corpo.

Il corpo che non era corpo?

Questa non l’ho capita. Visto che non sono una profonda conoscitrice del cattolicesimo, sebbene io abbia letto la Bibbia e abbia frequentato per sei anni il catechismo [comunione, cresima, post-cresima], ho pensato che forse era il caso di chiedere, per trovare un chiarimento ai miei dubbi.

 

Io: << Prof, scusi, non capisco. Che significa che il corpo non era corpo? >>

Prof: << Cristo, quando è resuscitato, non era proprio in carne ed ossa. Era in una sostanza divina… >>

Io: << Ma io ci vedo un po’ una contraddizione. San Tommaso dice che non crede finché non può toccare la carne di Cristo, allora, se Cristo non era in corpo, San Tommaso, quando tocca, che tocca? >>

Prof: << Questo non possiamo saperlo, lo accettiamo per fede. >>

 

Se devo essere sincera, mi sono rotta definitivamente le scatole di sentir parlare di accettare roba per fede. Non chiedo che mi si provi l’esistenza di un qualsiasi dio, però gradirei che le religioni fornissero almeno dei dati fondati su qualcosa di certo, e non delle verità date per plausibili perché col tempo sono state accettate.

Diamine, sono meglio disposta ad abbracciare il culto della Grande Madre!

Scusatemi, ho la spiritualità di un lavandino rotto abbandonato in mezzo alla strada.

Quindi è finita, salutate con la manina Prof, le sue frasi fatte e le sue assurdità, perché se non ne dirà qualcuna di veramente abnorme, non intendo veicolare ancora il suo pensiero, non poiché è sbagliato [chi sono io per giudicare?], ma poiché rischio di cominciare a diventare intollerante. Io amo la tolleranza. Io sono la tolleranza fatta persona. Ecco, la tolleranza si è reincarnata in me. Su, adoratemi. No, eh? Uff, non può capitare una seconda volta? Se convertissi Berlusconi al LaCapanesimo, lui potrebbe fare una leggina, piccola piccola, che tolga la libertà di culto e che mi faccia diventare una nuova divinità. Una sorta di Zeus al femminile… Già vedo i templi sulle montagne, il mio simulacro sparso in ogni dove, le offerte.

Think big.