New Cinematografie

by lacapa

Oggi è il 10 Marzo 2008.

L’assenza della linea adsl non comporta che il pc stia spento. Non avendo molto da fare, mi sono data alla cinematografia, un’altra volta.

Negli ultimi due giorni ho visto due film che si sono rivelati davvero meritevoli.

 

I CENTO PASSI: mi vergogno profondamente di non averlo guardato prima. E’ stupendo, senza mezzi termini. La recitazione è ottimamente curata, eccellenti il protagonista, il fratello, la madre, il padre, gli amici, i boss… Eccellenti tutti, insomma. Un copione fantastico, pregno di significati e verità spiattellate in faccia, che lascia da parte le banalità e la retorica. La storia è quella di Giuseppe Impastato, Peppino. Un ragazzo, un uomo, appartenente ad una famiglia mafiosa rispettata e conosciuta in giro. Nipote del vecchio boss, cambia strada, inizia a guardare con disprezzo la mafia ed i suoi stessi familiari, colpevoli non solo di essere parte di "una montagna di merda", ma anche di star zitti dinnanzi alla sua puzza, omertosi e vigliacchi. E’ lui che risveglia le coscienze, che fonda una radio indipendente perché l’aria, almeno quella, non possono sequestrargliela. E’ lui che sfida apertamente suo padre, la sua famiglia, il suo paese: cento passi, solo cento passi lo separano dall’abitazione di Tano Seduto, il padrino di Cinisi. Protetto da suo padre, alla morte di quest’ultimo non ha più garanzie per la sua vita, e sceglie comunque di non tacere.

Peppino Impastato viene ammazzato lo stesso giorno di Aldo Moro, il 9 Maggio del 1978. Prima lo seguono con l’automobile, lo rapiscono, lo portano in aperta campagna, lo picchiano a sangue, lo trascinano sulle rotaie della ferrovia poco distante, lo avvolgono nel tritolo e lo lasciano esplodere.

Peppino Impastato, martire della mafia.

Il caso verrà archiviato come il suicidio di un comunista spiantato, i giornali non ne parleranno: chi era Peppino Impastato di fronte ad Aldo Moro?

Troppo tardi, grazie all’opera dei suoi amici, del fratello e della madre, verrà riconosciuto vittima del potere mafioso.

In una scala da uno a dieci, questo film merita il massimo. Lo rivedrei all’infinito, e la commozione, il nodo alla gola, sarebbero sempre gli stessi.

 

"Peppino è vivo e lotta con noi"

 

 

IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE [CHE NON E’ IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE]: il mulo gioca qualche scherzetto, ogni tanto. L’attrice è sempre quella, Audrey Tautou, però il film è diverso. Non c’è un titolo… Il co-protagonista è Gaspard Ulliel, che ha dato veramente un’ottima prova recitativa, assieme alla Tautou, talento a me già noto. Ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, è la storia di due giovani che si amano, nonostante l’uno sia al fronte e l’altra stia ad aspettarlo in una casetta in campagna. Alla notizia della morte del fidanzato Malich, Matilde non si arrende e comincia una serie di ricerche, spesso molto pericolose, che le faranno scoprire non solo le atrocità della guerra, ma anche la crudeltà dell’uomo e la grandezza dell’amore che prova e del quale è ricambiata.

Ben strutturata la trama, curate le sceneggiature e le ambientazioni, interessante l’intreccio narrativo.

MMM, iniziali incise ovunque fosse possibile, ma soprattutto nel cuore.

Personalmente la ritengo una buona pellicola. Chissà che cercando ancora una volta "Il Favoloso Mondo di Amelie" io non faccia altre scoperte interessanti.