Quanta fantasia

by lacapa

Io parlo con le cose.
Non sono rare le mie conversazioni storiche con la suola delle scarpe, frequente è la mia ricerca di nuovi metodi per imprecare condotta con perizia assieme ai tacchi degli stivali, un cult è la filosofia spicciola col mio zaino, quotidiana la discussione politica tra me ed il piumone del letto, sempre interessante lo scambio di opinioni con lo specchio, per non parlare delle confessioni al mio motorino.
Non pensate che io sia pazza, è che ho bisogno di dar voce ai miei pensieri e poi, boh, il fatto che gli oggetti non rispondano non mi dispiace.

Stamattina, alle 08.15 ero su Freccia, il nome che ho dato all’amatissimo ciclomotore, e stavo canticchiando allegra e contenta.
Semaforo rosso. Mi fermo e, crac! Freccia si spegne. Provo a farlo ripartire, ma niente, non ne vuole proprio sapere. Scendo in fretta e, con una forza de braccia che neanche Mario il Bagnino di Panariello, porto il caro due ruote di poco fuori dalla strada, nel vialetto d’ingresso ad una villetta.
Semaforo rosso.
Comincio a smanettare con il pedale dell’accensione, con la levetta dell’aria e l’acceleratore per vedere di mettere in moto il mezzo. Intanto, inizio la mia opera di persuasione.

Io: << Dai, lo so che puoi ripartire. Su su, ce la puoi fare. Un altro piccolo sforzo, fallo per me! >>

Freccia: Silenzio.

Io: << Mi stai facendo fare tardi a scuola. Muoviti e non farmi arrabbiare! >>

Freccia: Silenzio.

Il tutto accompagnato da tenere carezze alla sella.
Mi tolgo il casco, lo poso. Mi tolgo i guanti, li poso. Rimaniamo io e lui, nudi e crudi.
Mi volto, annoiata.
Semaforo rosso.
Automobilisti e altri portatori di motorino mi fissano allibiti. Qualcuno ride, qualcun altro sta a bocca aperta.
Mi sento avvampare, imbarazzatissima.
Torno a girarmi.
Abbasso gli occhi su Freccia.

Io [stizzita]: << Visto che brutte figure che mi fai fare?! >>

Semaforo rosso.
Semaforo verde.

Così, a titolo puramente informativo: Freccia, dopo, si è riacceso.