Ora di religione – parte 12 [più altre perle]

by lacapa

Ormai comincio a credere che scrivere della mia ora di religione sia come una droga. Oggi, mentre il prof parlava, io pensavo: "Che bello! Che bello! Quanto materiale per il mio post di oggi…".
E’ grave, molto grave.

Come qualcuno di voi mi ha fatto notare nei commenti, la mia classe è davvero molto particolare, giacchè il professore di religione interroga per mettere i voti. Fosse solo lui quello strano.
L’insegnante di educazione fisica non è mica da meno: lascia perfino il debito, lui. Eh si.
Prof n° 2 è di destra estrema, e con lui capita che si parli di politica.
Io sono due giorni che canto a squarciagola "Menomale che Silvio c’è". Giuro, mi è entrata in testa e non vuole uscire.
Seconda ora, faccio il mio ingresso in palestra.

Io: << Prof n° 2, Prof n° 2, l’ha sentita lei la canzone del partito di Berlusconi? >>

Prof n° 2: << No. >>

Io [con tono da bambina idiota]: << La posso cantare? La posso cantare? Posso? Posso? Posso? >>

Prof n° 2 [ridendo]: << E cantala… >>

Io mi cimento in un’accorata interpretazione [interrotta solo una volta da Prof n° 2 che commentava: "Certo che se la canti tu, le elezioni le perdiamo!"]

Prof n° 2: << Bella, bella… >>

Io: << Per me ci sono messaggi subliminali nel testo. Da quando la canto m’è venuta una malsana voglia di votare per Silvio! >>

Prof n° 2: << E fai bene! Perchè, scusa, chi voteresti altrimenti? >>

Io: << Io stimo Di Pietro! >>

Prof n° 2 [rosso in faccia, visibilmente arrabbiato]: << Di Pietro è un disonesto, ha messo in galera tanta gente per bene! >>

Io: << Certo! Mani Pulite… Tangentopoli. Tutti onesti padri di famiglia! >>

Prof n° 2: << Innocenti, innocenti. E’ colpa della sinistra, è finta e sporca. >>

Io: << Ha ragione professore… Perchè invece dall’altra parte vanno a confessarsi ogni domenica mattina. >>

Prof n° 2: << E’ l’informazione che arriva di parte. Quello là, Marco Travaglio è uno che non è in grado di argomentare le sue tesi e di reggere un contradditorio. >>

Io mi sono messa a ridere e ho lasciato cadere il discorso. Oggi ero di buon umore. Che poi, Prof n° 2 non ha proprio parlato in questi termini: ci sono stati momenti in cui alcuni uomini politici di sinistra sono stati additati quali omosessuali [con un’altra parola] e Berlusconi osannato come un santo. E’ questo il bello di avere come insegnante di educazione fisica un nostalgico del fascismo.
Giusto per precisare: ecco un articolo di Marco Travaglio sul contraddittorio.

Il professore di religione, unico, inimitato ed inimitabile amore della sottoscritta, è stato all’altezza del mio affetto anche durante la lezione quotidiana.
Dopo averci narrato la storia di San Valentino…

Prof: << La Chiesa non ce l’ha con la sessualità. Ce l’ha col sesso. Un uomo non è fatto di solo sesso… Ci sono le emozioni, l’amore, l’affetto incondizionato. L’istinto sessuale e la pulsione che ne deriva ci portano a diventare come animali. E l’uomo è superiore agli animali, no? Ci si conosce, ci si ama, ci si sposa, si prende coscienza di sè e si comincia a pensare a quelli che devono venire dopo. Abbiamo parlato noi di convivenza? No? Bene. Parliamone. Ma prima voglio sentire l’opinione di qualcuno di voi. Vediamo un po’. Ecco, c’è una persona qua che prima mi deliziava con la sua partecipazione, ma che adesso sento più assente. LaCapa, che ti è successo? Perchè non mi parli più? >>

Io: << Ma veramente Prof io parlo ancora, eh! Ma cos’è? Si sente incompleto senza che la sottoscritta parli? >>

Prof: << A dire la verità, si! >>

Io: << Ah, bene! Bhè, sulla convivenza… Io sono d’accordo, sia quando si tratta di un passaggio intermedio per arrivare al matrimonio – anche civile, non per forza religioso -, sia quando si tratta di una scelta di vita. Che poi, quando è una scelta obbligata non si può fare altrimenti, come per le coppie omosessuali il cui matrimonio non è possibile. >>

Prof: << A tal proposito, volevo accennarvi qualcosa sui Pacs. I Pacs che ci sono ancora in Francia, i Pacs bianchi, e che in Italia, fortunatamente, sono stati aboliti. Poi si è provato a fare i Dico, ma anche quelli là sono stati bloccati in Senato. Comunque, prima di parlare di questo voglio sentire altre opinioni. >>

Compagno 1: << Io sono favorevole. Perchè credo che sia necessaria per conoscere le varie sfaccettature di una persona e capire veramente come questa è fatta. >>

Prof: << Perchè, tu credi che non sia possibile conoscere una persona se non vivendoci assieme? >>

Compagno 1: << No, non dico questo. Però penso che ci siano vari aspetti del carattere che si scoprono solo vivendo con l’altro 24 ore su 24. E quindi è giusto convivere prima di sposarsi, per capirsi meglio. >>

Prof: << Una specie di prova, no? Se non va bene questa passo alla prossima, se non va bene la prossima passo a quella dopo ancora e via dicendo… >>

Compagna 1: << Che c’entra questo? Si tratta di maturità. Bisogna sentirsi pronti per fare un passo importante come la convivenza. Io non vado a convivere col primo che incontro. >>

Compagna 2: << Per me chi convive è essenzialmente immaturo. Non ha il coraggio di prendersi la responsabilità totale di una scelta come il matrimonio. Non funziona con le prove generali, ci si sposa e basta. >>

Compagna 3: << Anche le liti matrimoniali sono importanti per far crescere una coppia, no? Si litiga, si risolve, si va avanti. >>

Compagna 1: << Ma quando passi la giornata intera con una persona, ne conosci le abitudini, le piccole manie. E se poi non ti vanno bene? Che fai? Divorzi? >>

Prof: << E’ triste che a diciotto anni voi parliate di non essere in grado di accettare i difetti altrui. Se una coppia divorzia perchè l’uno non riesce ad accettare le abitudini dell’altro, allora non è vero amore. L’amore razionale è fatto di reciproca comprensione. Io non credo alle persone che dicono "io sono così e non posso cambiare", ma neanche con quelle che affermano "riuscirò a cambiare le cose dell’altra persona che non mi piacciono". Non esiste cambiamento in amore, esiste la modificazione del proprio punto di vista in favore di quello della persona che si ama. La convivenza non ha motivo di esistere, a meno che non si tratti di un amore immaturo e falso… Le statistiche, tra l’altro, dicono che è più facile che finisca male una convivenza piuttosto che un matrimonio! >>

Compagno 1: << Ma è normale. >>

Prof: << Certo che è normale. Il vincolo matrimoniale è un bel peso, che porta le persone a capire l’importanza dell’amarsi. E’ una responsabilità che ci si prende e che non può mai essere abbandonata. >

Io: << Professore io non credo che tra convivenza e matrimonio ci sia molta differenza. A mio parere nel matrimonio c’è solo un contratto in più. Inoltre, noi come "piccoli difetti del quotidiano" non intendiamo il fatto che il marito lasci la tavolozza del water alzata e che la moglie si arrabbi. Parliamo delle sfumature di carattere che una persona ha e che si evidenziano solo dopo un certo periodo di vita insieme. Queste possono anche essere non sopportabili. >>

Prof: << Non è un contratto, il matrimonio. E’ una promessa. >>

Compagna 4: << Io sinceramente non capisco dove stia il problema. Se due persone decidono di vivere assieme, perchè non possono farlo senza che noi ci sindachiamo sopra? Che importa allo Stato o alla Chiesa? E a noi? Perchè stiamo discutendo delle ragioni per le quali dovrebbero farlo o non farlo? Scelgano liberamente della propria vita. >>

Prof: << Il fatto è che pretendono di avere gli stessi diritti di una coppia sposata. E la Costituzione non può ammettere una cosa del genere. Io non penso che bisogni modificare la legge: basta una leggina piccola piccola per fare qualche concessione minima ma sufficiente. >>

Io: << Allora Prof, io sono dell’opinione che non possiamo aspettarci che la Chiesa accetti la convivenza. La Chiesa ha i suoi dogmi… >>

Prof [interrompendomi]: << La Chiesa non ha dogmi! >>

Io [ignorandolo]: << La Chiesa ha i suoi dogmi ed è giusto che chi è fedele li rispetti. Se io non ci credo, non vado a messa non mi dichiaro fedele e sono libera di comportarmi come meglio credo. Ma lo Stato? >>

Prof [interrompendomi ancora]: << E’ la Costituzione che parla di famiglia. >>

Io [ignorandolo ancora]: << Io credo che lo Stato debba garantire ai cittadini una certa libertà: la libertà di fare quello che vogliono di sè stessi finchè non fanno del male a terze persone. E non è un pensiero ch io adatto solo alla convivenza, ma più o meno a tutto. Perchè lo Stato deve riconoscere diritti di legame solo a chi si è sposato? Due persone che convivono, secondo lei, devono essere considerate alla stregua di due estranei? >>

E la campana è suonata. La prossima settimana se ne riparlerà…