Promesse

by lacapa

[Questo post sarà talmente frammentato che vi sembrerà scritto da mani diverse in secoli distantissimi. Il fatto è che non seguirà alcun filo logico, nè farò in maniera tale che sembri che ne segua uno.]

Questa è una promessa che mantengo. Un mio amicone, ma proprio amicone amicone, mi legge. Cioè, lui clicca sul browser, digita l’indirizzo del mio blog, e legge. E ride, perdippiù. Dice che lo metto di buon umore con le mie vaccate. Il mio amicone gioca a rugby ed è fascista, ma non per questo è una brutta persona. Anzi, è proprio simpatico e mi fa sempre ridere tantissimo. Dice che sono comunista, e mi sfotte dalla mattina alla sera. Però è veramente un grande amico, e ho imparato a volergli bene. Dice che vuole che io gli dedichi un post qua. E lo sto facendo. Ieri sera, in centro, mi ha chiesto di fargli questo piacere. Ed ho acconsentito con gioia. Il mio amicone guida una moto da cross, una cosa a mio parere orrenda, ma che a lui piace tanto, quindi amen. L’ altra sera mi ha raccontato di quando suo nonno è stato prigioniero in Tibet… Subito dopo ha affermato, con convinzione, che vuole partire con me e con le dears. Perchè noi ci divertiamo sempre. E c’ha ragione.
Lui ha un micio carinissimo, che quando mi avvicino rizza il pelo e scappa come un dannato, neanche fossi la bambina de "L’esorcista". Però è comunque un bel gatto, e lui lo prende in braccio con una delicatezza della quale non lo si penserebbe mai capace.
Il mio amicone credo possa dirsi soddisfatto del pezzo che gli ho dedicato.
Ops, ho scordato di dire il suo nome. Il mio amicone si chiama… Pina.

Eravamo a tavola e, tra una portata e l’altra, stavamo parlando di scrittura. Eravamo a Roma. Io, senza pensarci due volte, ho detto che è facile scrivere capolavori con uno spettacolo come la Capitale davanti agli occhi. Le dears non concordavano. Hanno affermato che uno scrive cose belle se è ispirato da bei sentimenti… Nessuna di loro scrive nel senso lato del termine. Io sì. Ma non come vorrei, certo. Voi non avete mai letto i miei racconti, e probabilmente è meglio così, però l’unica volta che ho scritto ispirata da bei sentimenti è venuta fuori una roba abominevole. Giuro, niente di più brutto poteva uscire dalle mie dita innamorate. Eh si, era l’amour che le faceva scorrere sulla tastiera.

Microsoft Word - pittore

E ve lo posto, il racconto. Così poi non dite che io non faccio mai nulla per voi. E’ brutto, non c’è bisogno che me lo diciate.
Una notte, sempre a Roma, mi sono alzata dal letto, ho acceso il computer del B&B e ho cominciato a raccontare qualcosa. Non so di preciso cosa, so solo che le parole prendevano quasi vita sotto i miei occhi, che lo schermo illuminato si riempiva rapidamente di lettere.
Crollavo dal sonno, era quasi l’alba. Ho chiuso la pagina senza salvare, ho spento il pc e sono tornata a dormire. E’ stato bello, molto bello.
Non sono i sentimenti che ispirano, almeno non me. Sono i paesaggi.

Guidare mi gasa. Nel senso che, giacchè non so ancora farlo bene, mi rende iperattiva. Ad esempio oggi. Mio padre ha voluto mettere alla prova la mia abilità nelle partenze in salita. La macchina non si è spenta troppe volte. Solo cinque, o sei, forse sette. Ma ho provato una cosa come trenta volte. E poi, comincio a prendere confidenza col cambio. Quello della mia Panda non è eccellente, però comincia a piacermi. Conquisterò il mondo guidando, ne sono certa. Aspettate e vedrete.

Ah già, ultima cosa: ma vi siete accorti che ho cambiato l’header del template? Che ne pensate di questo nuovo?