Non se ne può più!

by lacapa

{Nell’ultimo post, vi siete meravigliati dei miei sentimentalismi. Tranquilli, non voglio sconvolgervi più con le manifestazioni del fatto che anche-io-ho-un-cuore, indi torno la LaCapa consueta. Amen.}

 

Qualcuno gli faccia uno sgambetto, lo picchi, gli strappi tutti i capelli con la ceretta, gli tiri i capezzoli con le mollette, gli faccia azzannare i genitali da un coyote femmina sessualmente attivo, lo sottoponga a sedute intensive di adolescenti affette da squilibrio ormonale per Scamarcio, gli regali un cubo di Rubik, lo mandi in un Motel con Tiziano Ferro, sperimenti su di lui tutti i più atroci metodi di tortura cinese.

Qualcuno lo uccida.

Qualcuno lo fermi. Definitivamente.

Federico Moccia è tornato ad invadere le nostre sale cinematografiche, già intasate di melma come il bagno di questa famosissisma scena di Trainspotting.

"Scusa ma ti chiamo amore". Che razza di titolo è?

Che razza di libro è? Che razza di scrittore è?

Porca miseria, perchè tutte quelle ragazze si flagellerebbero pur di sfiorare quell’uomo?

Non capisco. Non capisco. Non capisco.

E’ un pessimo narratore, le sue storie sono banali, le trame inesistenti, lo stile… Lo stile? Quale stile? Ho più stile io che sono all’ultimo anno del liceo, che lui, che è ancora nelle classifiche dei libri più venduti col suo primo romanzucolo post-adolescenziale.

Romanzo. Che parolone! Pseudo-racconto-erotico-poco-erotico. Ecco.

Dal 25 Gennaio al cinema. Adesso pure regista.

Non bastava che fosse sceneggiatore.

TMSC, HVDT, SMTCA… YMCA [young man there’s no need to feel down…]!

Di questo passo, tireranno fuori un film anche dal libro della mia illustre concittadina, nonchè ex compagna di scuola, Melissa P.

Ops, l’hanno già fatto.

E questo nuovo film al cinema, dimostra che è proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

Però, questa recensione mi piace.

(eccolo in una foto scattata mentre si compiace della sega che si sta tirando)