Lettera

by lacapa

Caro amico,

ti scrivo, non perchè così mi distraggo un po’, ma perchè so che qui non lo leggerai mai e che, in fondo, i concetti che sto per esprimere già li sai.

E’ strano: ho chiuso l’altro blog, quello che era tutto "oggi-mi-sento-così-poichè" perchè non avevo più voglia di leggere dei miei sentimenti. Adesso che quello non c’è più, ho proprio bisogno di scrivere questa cosa, quindi toh, ripiego qui.

Caro amico, il nostro rapporto, come mi hai fatto notare ieri sera, è sempre stato molto particolare. Ci siamo conosciuti quattro anni fa, ricordi? Io ero fissata che dovevo fare la rappresentante d’istituto e ti fermai alla ricreazione parlandoti delle ragioni per le quali avresti dovuto votare me. Cominciammo a scherzare e a ridere. Miamiglioreamica, che passava da quelle parti, mi raggiunse, e si aggregò anche lei. Ci stavi simpatico, sai?

Ovviamente, quell’anno non venni eletta, però la nostra amicizia è rimasta ed è andata avanti. E’ passato un anno. In estate ci siamo un po’ persi, a dire il vero, però a Settembre, all’inizio della scuola, era tutto normale.

Tu e miamiglioreamica avete instaurato un rapporto speciale.

Ricordo quel giorno di Gennaio: io avevo appena detto a èsolounamico che non era più solo un amico, e lui, prendendomi tra le braccia, mi aveva baciata. Ero felice. Quella stessa sera, tu e miamiglioreamica siete usciti per la prima volta insieme ed è cominciata la vostra storia.

La situazione era comica. Tu ed èsolounamico vi chiamate allo stesso modo, e quando io e miamiglioreamica parlavamo di voi con altre persone, ci guardavano tutti con gli occhi sgranati.

Altre persone: << Ma tu sei fidanzata? >>

Miamiglioreamica: << Si, sto con XXXXXX! >>

Altre persone: << E tu? >>

Io: << Si, sto con XXXXXX… >>

Altre persone: << Ah… E da quanto state assieme? >>

Io & Miamiglioreamica [contemporaneamente]: << Dal XX Gennaio… >>

Altre persone: << Wow, siete proprio così amiche?! >>

Caro amico, tu e miamiglioreamica siete stati assieme per un anno, ed in quel periodo ci siamo allontanati, visto che voi uscivate per i fatti vostri, oppure con i tuoi amici, e io frequentavo un altro gruppo. Anche con miamiglioreamica ci sono stati un po’ di casini, perchè non si parlava più granchè, c’eri sempre te…

Caro amico, ti ho visto piangere per lei, ti ho confortato quando litigavate, ti ho difeso quando lei era arrabbiata, ho lasciato che pensasse che tu fossi più importante di lei, perchè le davo sempre torto cercando di farla ragionare. Poi, parlavo con te, e ti davo la colpa di quello che succedeva tra voi, ti facevo notare che esageravi, ti spiegavo che non volevo vedere soffrire miamiglioreamica. Vi calmavate entrambi, parlavate, e facevate pace. Ed io ero contenta, perchè vi sapevo felici, vi sapevo innamorati.

Quando tra me ed èsolounamico è finita, il tuo abbraccio mi ha dato calore.

Sei stato l’unica persona per la quale ho messo da parte il mio terrore per gli ospedali, venendo a trovarti dopo l’operazione. Sono scappata dopo dieci minuti, e non sono più riuscita a passare per vedere come stavi, ma c’era miamiglioreamica che mi aggiornava, e stavo tranquilla.

Poi, anche tra voi due è finita. E dopo pochi giorni dacchè vi siete lasciati, ho scoperto che avrei dovuto passare molto tempo con te per studiare Pirandello, per prepararci al Certamen. Però tra noi non c’era imbarazzo, e parlavamo sereni, ridendo, come sempre.

Arriviamo a quest’estate. A Lipari. Non lo sapevamo, e ci siamo ritrovati nello stesso periodo, nello stesso posto. Là ci siamo frequentati poco, ma è stato bello comunque giocare insieme in spiaggia, presentarti la svizzera carina in vacanza col gruppo cattolico che una delle prime cose che t’ha chiesto è stata "Want you have sex with me?" [anche se non proprio in questi termini], parlare davanti al mare.

E poi altro tempo senza sentirci, fino alla nostra partenza per il Pirandelliano. Tu ed un altro ragazzo eravate gli unici che io conoscessi, così in quei cinque giorni il nostro rapporto è cambiato. Si è fatto più stretto.

Se c’è una cosa che mi piace di noi, è che sappiamo che non ci sarà mai nulla. Non so se ti ricordi: un paio di sere, a chi chiedeva perchè fossimo sempre vicini, ho risposto che eravamo cugini.

Ti ho parlato del tizio che m’interessava e se non fosse stato per te, probabilmente, non ci avrei mai scambiato una parola. Tu mi dicevi tante cose, ed io ti ascoltavo. E ti capivo.

Quante paturnie assurde quell’ultimo giorno, quando, dopo una notte insonne, sono venuta in camera tua alle sei del mattino, sperando che tu avessi salutato la tipa che ci provava, ti ho tirato giù dal letto e ti ho costretto ad accompagnarmi giù, nella hall, dove stavano per partire tutti, compreso il tizio. Ed era già partito, senza che io potessi dirgli anche solo "ciao", e avevo il cellulare in mano, perchè giusto quella notte, uno che per me è stato davvero importante, aveva deciso di farmi sapere, dopo mesi, che ancora esisteva. Ti ho rotto le scatole per ore, e tu, paziente, stavi là senza mollarmi, nonostante il sonno e tutto il resto.

E’ giunto il momento di tornare, e la tua vita è andata letteralmente a rotoli.

Il giorno prima parlavamo di stupidaggini e sorridevamo per cose altrettanto cretine, quello successivo tuo padre era in coma, e quello dopo ancora era morto.

Ed io, ti giuro, non mi sono mai sentita così piccola ed insignificante.

Ti ho telefonato, e tu eri incazzato come non ti avevo mai sentito. E io piangevo, all’altro capo del telefono, e tu mi chiedevi di non farlo, e ti ho mentito dicendo che no, assolutamente, non piangevo.

E poi basta. Per te ho affrontato la mia paura degli ospedali, ma non sono riuscita ad affrontare anche quella della morte. Non sono venuta ai funerali, non sono passata a casa tua anche se abitiamo a pochi metri, non ti ho mandato nemmeno un messaggio, perchè non avevo il coraggio di dirti niente.

Ci siamo persi dinuovo, e ci siamo ritrovati, l’altro ieri. Il giorno prima, su msn, mi avevi scritto qualcosa, ma la mia linea adsl non funziona, quindi non mi è arrivato nulla.

A scuola, ti sono letteralmente saltata addosso, e tu mi hai detto che dovevi parlarmi di qualcosa.

Ieri sera, ci siamo incontrati in centro. Mi hai presa da parte e, dopo tutto quello che ti è successo e dopo il mio comportamento pessimo, mi hai fatto tornare alla mente che l’ultimo giorno della tua "vecchia" vita l’abbiamo passato tutto assieme, che è stato bellissimo, che sono una persona speciale, che mi consideri un’amica e che mi vuoi tanto bene. E ci siamo abbracciati, ti ho detto che ti voglio bene anche io.

Caro amico, io ti voglio veramente bene, ma sono una brutta persona. Non sono riuscita ad esserti vicina come avrei dovuto, e mi sento in colpa. Ma giuro, te lo giuro sul mio cuore, che voglio rimediare. Che farò quanto posso per dimostrarti che tengo a te come tengo a poche persone.

Caro amico, ora è il caso che io chiuda questa lettera chilometrica, che ci ho messo più di un’ora a scrivere, anche perchè lo schermo è appannato per via delle mie lacrime. E sono lacrime per metà rese amare dal senso di colpa, e per metà raddolcite dall’affetto che so essere reciproco.

Caro amico, ti ho scritto. E tu non lo saprai mai