Latitanza

by lacapa

Eccomi di ritorno dalla mia latitanza. Vi sarete chiesti che fine ho fatto, ne sono certa.

  1. Vacanza alle Maldive?
  2. Rapimento lampo?
  3. Taglio della linea da parte di Mister Telecom?

 Vi sbagliate… La sottoscritta… Ohhhhh, riesco a percepire l’eccitazione nei vostri occhi che fremono per sapere ciò che mi ha tenuta lontana da voi, miei cibernetici lettori.

Ebbene, non vi lascio friggere oltre: sono stata MALATA.

Eh già. Se chi ben comincia è a metà dell’opera, questo 2008 è proprio partito col piede giusto. Febbre ed innumerevoli altri malanni [raccontandovi i quali non vi tedierò] mi hanno costretta a letto per cinque giorni, senza possibilità alcuna di recupero, seppur blando.

So già a cosa state pensando: "Ma due giorni fa non c’era il concerto dei Negramaro per cui questa svitata ci ha rotto le scatole per mesi?"

Non siete in torto.

Esattamente, mi sono persa il concerto che ho aspettato per tanto. E non provate neanche solo per un secondo a pensare che io l’abbia presa con la delicata rassegnazione che dovrebbe essere propria di una gentil donzella neanche in grando di formulare un pensiero sensato per via della sua evidente mancanza di lucidità.

Credo di aver inventato nuove lingue, solo per essere in grado di bestemmiare anche in quelle, ho tentato di alzarmi dal letto e di vestirmi decentemente per andare a sentirli live, ma quando sono caduta a terra dopo un capogiro ho capito che non potevo. Allora, è subentrata la "LaCapa-Donna-D’Affari" che ha impugnato il cellulare e, dopo un breve ma intenso scambio di battute con amici vari, ha trovato quattro possibili acquirenti per il suo biglietto, assicurandosi così di recuperare almeno i soldi.

Cornuta si, ma non bastonata.

Immaginate che magra consolazione sia sapere di non aver perso 35€, quando mi sono anche lasciata sfuggire una bella serata.

Le dears mi hanno telefonato.

Miamiglioreamica mi ha fatto sentire mezz’ora de "La Finestra in Teatro Tour" attraverso il cellulare e, tra una canzone e l’altra, le girls si litigavano il cellulare per dirmi quanto mancassi loro. Giuro che mi sono commossa come una vecchia megera a cui stessero pestando un callo.

M’è anche passata la voglia di andare a sentire De Gregori. Che senso ha fare questi dannatissimi programmi se poi, quando il giorno che tanto aspetto è arrivato, tutto preferisce andare a prostitute per qualsiasi stupidissima ragione?

La poeticità di questo mio intervento mi lascia di stucco.

Sentite, per caso, la mia momentanea ostilità nei confronti del mondo che mi circonda?

Bhè, quello che potete immaginare non si avvicina neppure lontanamente a quanto sono arrabbiata io, realmente.

E questa cosa mi costringe anche a fare nuovamente le analisi del sangue per poterlo donare all’Avis. Sono nervosa, sono molto nervosa.

E ho ancora la febbre.

Ah, dimenticavo.

Ho visto dalle statistiche che alcuni di voi hanno cercato in giro per il web notizie su Lia Rizzo, l’autrice della poesia che avete letto qualche post più giù.

Immagino il vostro fastidio nel non aver trovato altrove alcuna notizia sull’apprezzata poetessa.

Eccerto che non avete trovato niente! Non esiste! E’ uno pseudonimo, la poesia l’ho scritta io e bla bla bla bla bla bla.

Sopprimete le espressioni di stupore, prego.