Fortuna

by lacapa

Mi serve adesso.

Una sana e pulita dose di fattore C. Ok, non sto qua a cercare di non essere sboccata: mi serve un po’ di culo, fortuna, buona sorte, fato propizio e chi più ne ha più ne metta… Il punto è che mi serve, adesso!

Ho parlato con le dear friends, e loro per quei quattro giorni a Roma vogliono venirci: ho provato a prenotare tramite internet, però serviva una carta di credito. E io una carta di credito non ce l’ho. E non l’hanno neanche le dears. Ho speso tutti i soldi che avevo nel cellulare per telefonare a quel cavolo di Call Center della compagnia aerea, un 899 del piffero che mi ha fatto pagare perfino gli squilli, e quando la tipa ha detto "pronto" io ho avuto a stento il tempo di dire quello che mi serviva, che il traffico era esaurito e la chiamata bruscamente interrotta.

Ho girovagato in cerca di agenzie di viaggi che fossero aperte, non ne ho trovate nei pressi di casa mia. Ho passato il resto del pomeriggio a discutere con le girls, sperando che loro tirassero fuori dal cilindro una carta di credito o anche soltanto uno sportello turistico.

Nessun risultato.

Ho implorato il fidanzato di mia sorella affinchè mi prestasse la sua Visa, la sua MasterCard o la sua American Express [non so se le abbia effettivamente, ma sono le uniche accettate dalla compagnia aerea, quindi gli chiedevo quelle]. L’avrei anche pregato in ginocchio, se avessi pensato che sarebbe bastato a convincerlo. Niente.

Alla fine, una delle dears ha detto che domani, probabilmente, potremo prenotare con la carta di suo padre, e un’altra dear è riuscita a contattare un’agenzia di viaggi.

Vi chiederete: perchè allora ti serve un po’ di fortuna?

Perchè l’offerta convenientissima scade dopodomani, i posti ancora non li abbiamo prenotati e quindi potremmo non trovarne più. Almeno, potremmo non trovarne sei sullo stesso volo.

Rivedere Roma, la bellissima Roma. La città eterna.

E’ una delle mie fisse.

A proposito di fisse: ho deciso che, a poco a poco, vi racconterò delle mie piccole manie. Sono stupidaggini, e fanno ridere. Non più delle ore di religione, però.

Au Revoir.