Ora di religione – parte 8

by lacapa

Siete in astinenza? Lo so, lo so. Vi capisco. Anche io, mio malgrado, non riesco a disintossicarmi…

<< Datemi ora di religione in endovena! >>: questo è stato il mio commento quando sono rientrata in classe!

Fortuna che il professore mi ama, che ha capito quali sono le mie esigenze e che non ha voluto deludermi… Si è lanciato in una fantastica discussione sulle differenze uomo-donna, con varie elucubrazioni allegate, facendo partire il suo pensiero da Babbo Natale.

Non chiedetemi come ha fatto, perchè non lo so. Quello che è certo è che, da un momento all’altro, ci siamo ritrovati ad aver cambiato argomento: dalla tradizione dell’albero di Natale a quanto sia facile considerare facile una ragazza.

Prof: << Non ci sono più differenze! Una ragazza facile lo è tanto quanto un ragazzo… >>

Compagno di classe 1: << Sono d’accordo. Poi noi ragazzi non etichettiamo le ragazze, sono loro che tra amiche sono vipere. Voglio dire, io non vado in giro a dire che una ragazza è una baldracca, probabilmente sarà un’altra a dirlo… >>

Io: << Certo, tra amiche non vediamo l’ora di distruggerci a vicenda. Che poi ci siano le amicizie false è un altro discorso, ma non venirmi a dire che tra ragazzi non commentate, perchè sei il primo a farlo, e lo sappiamo tutti! >>

Compagno 1: << Noi non commentiamo. E poi non è vero che consideriamo facili le ragazze con tanta semplicità. Per esempio, metti che tu parti in vacanza con le tue amiche, magari, in cinque giorni baci più di due ragazzi… Non è che io ti considero facile per quello! >>

Io: << Certo. "Metti"… Hai fatto un esempio a caso, no? >>

Compagno 1: << Non la prendere troppo sul personale! >>

Compagna 1: << Vabbè, tu hai fatto un esempio stupidissimo, Compagno 1! Che significa? Io non voglio dire che noi ragazze siamo tutte delle sante, però è indubbio che il metro di giudizio sia diverso. Insomma, una che ha molto successo è considerata una poco di buono, uno che magari ha anche più ragazze è un figo! Ti sembra giusto? >>

Prof: << Vabbè, i ragazzi si trovano nella condizione di poter avere tutte quelle che vogliono con estrema semplicità. Poi, la verginità ha smesso di essere un valore da tempo! Insomma, chi ce l’ha più? >>

Io: << Prof ma si rende conto che lei così sta dicendo, non troppo velatamente, che chiunque appartenga al genere femminile e non è una suora, è una bagascia? >>

Prof: << Io non dico questo! >>

Compagna 2: << Certo, poi c’è anche da considerare che la colpa è della televisione! Il modello della Velina impone un determinato comportamento ed una determinata maniera di essere… >>

Io: << A me quella delle Veline sembra solo una scusa. Insomma, io posso guardare la televisione dalla mattina alla sera, posso desiderare di entrare nel mondo dello spettacolo e fare la valletta, come anche posso voler fare l’avvocato… Eppure, se ho un cervello, una dignità e delle idee personali, come le Veline non lo divento! >>

Prof: << Esatto, oggi tutte volete essere come quelle… >>

Io: << Ma io intendevo dire proprio il contrario! >>

Prof: << Vi racconto questa: sentivo delle ragazzine, più piccole di voi, fare a gara per chi avesse collezionato più ragazzi nel giro di dieci giorni… Ho fatto notare loro quanto la cosa fosse assurda e loro mi hanno guardato strano, convinte che tutto fosse normale. >>

Io: << Certo, se poi lei incontra solo idiote! >>

Compagna 1: << Prof se lo lasci dire: anche i ragazzi fanno a gara, e non solo a quattordici anni, ma anche a quindici, a sedici, a diciassette e a diciotto… >>

Prof: << Può essere. Il fatto è comunque che voi pensate che il metro di giudizio sia diverso. >>

Compagno 1: << Esatto. Se io mi faccio la fama di ragazzo facile, è normale che e ragazze non vengano a cercarmi. La stessa cosa per le ragazze. >>

Compagno 2: << Sono d’accordo. Non è diversa la maniera di trattare le ragazze rispetto a quella di trattare noi. Anzi, spesso noi siamo considerati anche peggio! >>

Compagna 1: << E perchè, guarda caso, a pensarla così siete solo voi? Perchè noi ragazze siamo tutte d’accordo? >>

Io: << Non abbiamo mica manie di persecuzione. Le cose non ce le inventiamo! >>

Prof: << Ragazze, posso dirvi una cosa? >>

Io: << Ma perchè parla solo con noi? I ragazzi non sono inclusi nelle sue prediche? >>

Prof: << Vi dico questa cosa: potete avere tutte le storielle stupide che volete, ma poi vivrete un grande amore che vi assorbirà completamente e non ci penserete più a queste cose. Sarete devoti all’altra persona e sarete felici. >>

Amen. Suona la campana e andiamo in pace, con una certezza in più sul professore: è un tremendo maschilista.