Un’altra me

by lacapa

Basta così poco per sentirsi diversi: un cambio radicale, un taglio netto affinchè tutto prenda una piega diversa. Eh si, sto parlando proprio di capelli.

Pensandoci, m’è venuta fuori una testa un po’ emo, ma non importa.

Un’altra me, nel vero senso della parola.

E un’altra me anche quella che sta venendo fuori negli ultimi tempi.

Lasciate che vi spieghi, al rischio di sembrarvi monotona. Da qualche tempo, i miei coetanei ed io siamo presi da pensieri che ci decideranno il futuro. Cazzo, scegliere l’università non è mica facile. E anche per me, che ho sempre avuto un’idea ben precisa di me tra vent’anni, stanno venendo dei seri dubbi. Non tanto legati alla facoltà, perchè quella la so, ma al luogo.

Insomma, i miei non mi lascerebbero andare via per niente al mondo: non possono pensare che io lavori per mantenermi agli studi e che mi faccia una vita lontana da questo buco di città. Che poi, che questo buco di città non mi offra alcuna prospettiva, è un dettaglio a cui loro non sembrano pensare. Io sono disposta ad andarmene contro il loro volere, posso anche chiudere ogni rapporto con la mia famiglia, sono capace di ripartire da zero altrove. Però devo essere sicura di quello che faccio, di non rimpiangere nulla.

 

Qualche giorno fa, best friend mi ha comunicato la lieta novella: lei no, non se la sente. Andrà, al massimo, ad un’ora di macchina da qui.

Io, da quando la conosco, ho sempre pensato che saremmo andate via insieme, e quest’idea mi dava forza.

Avendomi lei detto ciò che mi ha detto, mi ha come svegliata: in un attimo mi sono ritrovata ad appena sei mesi dalla scelta più importante della mia vita, con la consapevolezza di essere da sola.

Non ci sarà best friend, non ci saranno le dear friends. Prima della vacanza di quest’estate, avevo sempre messo dei paletti alle mie amicizie, avevo sempre evitato di affezionarmi troppo a qualcuno per non dover soffrire quando l’avrei lasciato. E’ stato così con tutti, tranne che con best friend perchè lei sarebbe rimasta con me. Poi, dopo la vacanza, mi sono resa conto che la frittata era fatta: ho scoperto che le dear friends sono persone splendide oltre ogni aspettativa, ho scoperto che finalmente posso parlare di tutto, ho scoperto che i silenzi parlano tantissimo, ho scoperto che basta un abbraccio per dire più cose di quante se ne vogliano.

Best friend mi ha detto che non andrà via. Io non ho saputo dire niente. Ho elaborato la cosa per una settimana buona, ho considerato ogni possibile opzione. Le dear friends non partiranno, best friend neanche.

Per la prima volta in vita mia non vale la pena scappare. No.

A fanculo la scrittura ed il giornalismo, mollare loro non ci riesco proprio.

Ho detto tutto.

Best friend non sapeva che dire. M’ha guardata strano, però non ha detto niente.

Dear friend m’ha detto che sono dubbi che mi vengono perchè ho paura di perdere la prima valida ragione per restare.

Altra Dear friend ha affermato che le vere amicizie non muoiono, e che lei, per me, vuole solo il mio bene. Ha detto che se qui per me non c’è niente, devo andare. E che prenderebbe un treno in qualsiasi momento per raggiungermi se ne dovessi avere bisogno.

Le rimanenti Dears, non sanno ancora nulla. Aspetterò un po’ prima di dirlo anche a loro.

La conclusione è stata che, durante le vacanze natalizie, passeremo un pomeriggio tutte assieme e discuteremo di questa cosa, eventualmente cercando di coniugare le esigenze di ognuna di noi.

Poi ci sono una domanda ed una risposta che non vogliono abbandonarmi: ho davvero un talento che giustificherebbe la mia partenza? No.