Valorizzazione delle eccellenze?

by lacapa

Il liceo tenta di tornare meritocratico.

Meritocrazia significa – in parole povere – che chi dimostra impegno e dedizione, chi acquisisce determinate conoscenze e brilla per svariati meriti, viene premiato.

Il liceo tenta di tornare meritocratico.

La società lo è stata per un millesimo della sua durata, probabilmente soltanto nell’età della pietra.

Il liceo tenta di tornare meritocratico.

L’avevo già detto per caso?

No, perchè se volete lo ripeto. Ma non volete.

Il mio liceo promuove dei progetti per valorizzare le eccellenze. Significa: i più bravi della scuola vengono invitati a partecipare a competizioni di livello nazionale per glorificare l’istituto con una targa finto-dorata in più, e per fare felici quegli studenti che studiano e vorrebbero che i loro sforzi fossero riconosciuti.

Io sono al liceo classico e queste competizioni vengono chiamate Certamina [al singolare: certamen], per dirla alla latina e tirarsela un po’ più del necessario.

Parteciparvi è sicuramente un onore: sapere di essere considerati i migliori della scuola, diamine se fa piacere.

Il mio istituto partecipa al:

– Certamen Ciceroniano: competizione interamente in lingua latina che premia gli studenti per le loro capacità di traduzione della prosa del caro Cicerone.

– Certamen Catulliano: pure questa in latino, che premia le capacità di traduzione dei versi di quel passerotto di Catullo.

– Certamen Vattelapesca: non ricordo il nome esatto, comunque è traduzione greca.

– Certamen Pirandelliano: fiore all’occhiello di ogni liceo classico che si rispetti, figurarsi se poi il suddetto liceo è ospitato in una delle città ove il siculo Pirandello ha avuto il piacere di vivere e lavorare. Questo è internazionale e premia lo studio del più grande autore teatrale italiano e l’elaborazione di tesine riguardo uno specifico copione dello stesso.

 

La sottoscritta è una dei quaranta fortunati allievi selezionati per prendere parte ad uno dei suddetti. Dieci studenti per ogni certamen, se la matematica non è un’opinione.

Immaginate un po’ a quale dovrò partecipare io?

Ebbene si, avete capito, il pirandelliano.

L’anno scorso l’ho passato tra copioni e romanzi, studiando lo stile e le idee del mio conterraneo assieme al mio gruppo di studio, formato da un docente supervisore ed altri due compagni, per fortuna, amici.

Caso volle che il docente supervisore mi abbia presa parecchio sottogamba e che attribuisca tutte le mie osservazioni ad altri. Ad esempio:

Io: << Ritengo che PincoPallino sia un personaggio fortemente caratterizzato dalla propria origine. I suoi tratti fisici e comportamentali lo rendono un protagonista piuttosto che una comparsa… E questo, a mio parere, è evidente anche dallo stile che l’autore utilizza nei suoi dialoghi. >>

Compagno1: << Sono d’accordo. >>

Compagno 2: << Scusate, devo andare in bagno! >>

Prof: << Bhè, si Compagno 1 le tue osservazioni sono accuratamente documentate e motivate. Si, si, ottima analisi. >>

Compagno 1: Ride.

Compagno 2: Sbadiglia ed esce.

Io: << Ma… ma… ma…? >>

Prof: << C’è qualcosa che non va? >>

Io: << Ehm, le osservazioni le ho fatte io… >>

Prof: << Andiamo avanti, Compagno 1 continua, anzi, aspettiamo Compagno 2 che forse ha qualcosa da dire. >>

Io: O.O"

Compagno 1: Ride senza più potersi fermare.

Compagno  2: E’ ancora in bagno.

 

La tesina da presentare alla commissione, ovviamente, è stata scritta interamente da… moi!

Questo certamen si svolge in periodo pre-natalizio; le lezioni le abbiamo cominciate a febbraio, fate due conti e capirete da quanto tempo è in sospeso. Di buono c’è che tra la prima e la seconda settimana di dicembre la scuola mi paga un week-end ad Agrigento per le conferenze da seguire, l’esposizione orale della tesi e la premiazione dei vincitori.

Sorvolando sul fatto che il professore ha telefonato a Compagno 1 per chiedergli se aveva altre modifiche da apportare alla sua tesina, sorvolando sul fatto che Compagno 1, molto cortesemente, non ha fatto notare nulla al professore, sorvolando sul fatto che Compagno 2 è sparito e non si sa bene dove sia finito [anche se l’altro giorno mi ha telefonato per chiedere informazioni, tra l’altro è un amico, quindi figurarsi se si comporterebbe mai in maniera tale da farmi venire voglia di strangolarlo]… Bhè, sorvolando su tutto questo…

VI SEMBRA GIUSTO CHE PROPRIO IN CORRISPONDENZA DELL’ULTIMA ED UNICA OCCASIONE UTILE, PER ME, DI FARE L’ESAME TEORICO DI GUIDA PRIMA DEL 2008, IO SIA COSTRETTA A STARE AD AGRIGENTO A PARLARE CON UN MUCCHIO DI TOPI DA BIBLIOTECA DEL PERCHE’ E DEL COME PIRANDELLO TIRASSE LO SCIACQUONE DOPO ESSERE ANDATO IN BAGNO?

No, dico, vi sembra minimamente giusto?