Ora di religione – parte 4

by lacapa

E’ lunedì, dunque, oggi ho avuto religione! L’appuntamento con la lettura dei miei resoconti settimanali sembra essere diventato attesissimo. Ahimè, stavolta il professore non ha voluto deliziarci con perle di saggezza mai sentite, poichè ha preferito passare tre quarti della lezione parlando ancora di aborto e ribadendo concetti già espressi. Indi per cui, vi faccio un sunto dei momenti culminanti della lezione odierna.

Compagna di classe 1: << Io sono d’accordo con l’aborto! Penso che prima di far nascere un bambino, bisogni pensare alle sue prospettive di vita e capire se ci sono le condizioni adatte per il suo sviluppo… Non parlo solo di salute, ma anche di benessere e felicità! >>

Prof: << Lascia che ti faccia una domanda: per te, la vita, è un valore assoluto o relativo? Per te la vita è sempre vita, oppure è tale a momentI? >>

Compagna 1: << Non è questo il discorso, ma se proprio la vuole mettere su questi termini, le dico che per me la vita è un valore relativo. E le spiego anche il perchè! In Africa il livello di povertà è assurdo e c’è un numero di parti estremamente alti… Bambini che moriranno di fame, di sete, di malattia! In generale, se non ci sono le condizioni per mantenerlo, io mio figlio non lo faccio nascere neanche! >>

Compagna 2: << Vabbè, ma le condizioni te le crei! >>

Prof: << Ma non andiamo così lontano, non parliamo del mondo! >>

Compagna 1: << Ma se parliamo di aborto, parliamo di rispetto della vita, e siamo in Africa, in Europa, in Asia, in America e in tutto il resto del mondo! >>

Compagno 1: << Comunque, quella di cui parla Compagna 1 è una situazione paradossale… >>

Compagna 1: << Ma che paradossale? Ragazzi, è la realtà! >>

Compagno 1: << Tu dici "non farei nascere mio figlio", però il concetto di MIO è molto relativo, in quanto non può essere tua la vita di un’altra persona e comunque una situazione precaria si può superare, non è qualcosa destinata a durare nel tempo… >>

Prof: << Assolutamente si! Bravo Compagno 1! L’annullamento di una vita non si può superare, ma qualsiasi situazione economica, sociale e politica nel tempo si evolve e porta ad un nuovo stadio del tutto diverso dal precedente. >>

Compagna 1: << Ma io non faccio nascere mio figlio per chiuderlo in un orfanotrofio visto che non ho niente per dargli da mangiare! >>

Prof: << Gli orfanotrofi non esistono più, sono stati sostituiti dalle case-famiglia, che sono posti totalmente diversi! >>

Io: << E che di familiare hanno solo il nome! >>

Prof: << Ma tu ci sei mai stata? >>

Io: << Si professore, e so anche cosa significhi vedere qualcuno portare avanti una gravidanza senza senso per poi vedere il proprio figlio per pochi attimi prima che muoia… Io non parlo senza cognizione di causa, semmai lo sta facendo lei in questo momento, professore! E comunque, qua bisogna partire dal presupposto che nessuno pensa che l’aborto sia una bella cosa, e che si possa fare con leggerezza… >>

Prof: << Nessuno? >>

Io: << Lei crede davvero che sia possibile? Mica prendi una pillola e tutto passa… Abortire non è come fare la doccia, per usare una metafora cara a molti qui in classe! >>

Prof: << Io ho visto abortire ragazze senza pensarci due volte, farlo come fosse normale e banale! "Non posso andare a ballare, abortisco", "Non posso uscire, abortisco", "La mia vita cambierà definitivamente, abortisco!" >>

Io & Compagna 1 & Compagna 3: << Non ci credo! >>

Io: << Anche la ragazza più superficiale riflette prima di entrare in clinica! >>

Prof: << A malincuore ti dico che non è così! >>

Io: << Ed io ribadisco che non ci credo! >>

Prof: << Tu non hai esperienze fattive, se non vedi o non provi, non puoi capire… >>

Io: << La mia opinione non cambia! >>

Prof: << Comunque, adesso leggiamo qua, e vi faccio sentire un pò di cose… >> [Prende dalla borsa un libro intitolato "La Genetica Per Tutti"]

Io: << Professore, sono tre lezioni che parliamo di aborto, non le sembra che sia il caso di chiudere il discorso? Tanto le nostre opinioni non cambiano: chi è favorevole è favorevole, chi è contrario rimane contrario… Possiamo andare avanti fino alla fine dell’anno in un muro contro muro inutile! >>

Compagna 3: << Esatto professore, come lei ha le sue idee, noi manteniamo le nostre, secondo me ci sono molti altri argomenti di cui parlare… >>

Prof: << Che ne dite dell’eutanasia? >>

Compagna 3: << Che allegria! Per favore, no! >>

Prof: << Va bene, allora… Uhm… La globalizzazione! Ne avete mai sentito parlare? >>

Io: << Ma lei ci prende per deficienti? Cero che ne abbiamo sentito parlare! >>

Prof: << Vediamo allora, di che si tratta? >>

Io: << E’ un discorso molto ampio: dovremmo partire dalla globalizzazione mediatica che permette ad una notizia di essere trasmessa da una parte all’altra della Terra nel giro di pochi secondi, per poi arrivare alla globalizzazione culturale che non è altrettando positiva, in quanto tende a nascondere le culture originarie dei diversi paesi sotto uno strato di omologazione asettica ed internazionale che, se da un lato completa, dall’altro soffoca le diversità, e discutere di tutto questo passando attraverso la globalizzazione dei costumi… >>

Prof: << Gestita dalle multinazionali! >>

Io: << E dai poiltici, perchè economia e politica sono in strettissima correlazione. >>

Prof: << Benissimo, vedo che conosci davvero l’argomento. Dunque, la globalizzazione spinge a seguire le mode! Il divorzio: una moda. La convivenza: un’altra moda! >>

Compagna 3: << Ma che sta dicendo? >>

Compagno 2: << Ah professore, mi sono informato riguardo a quel discorso sul divorzio… Ho capito perchè i divorziati non hanno diritto ai sacramenti: è giusto! I sacramenti vanno accettati tutti insieme, non alcuni si ed altri no… >>

Prof: << Complimenti, non mi aspettavo che ti saresti informato. Ma torniamo al discorso di prima: Compagno 2, quanto credi che influiscano le pubblicità nella tua vita? >>

Compagno 2: << Bhè, influiscono senza dubbio! >>

Prof: << La pubblicità è fuorviante! Induce desideri che non sempre sono giusti, anzi… >>

Ed  è suonata la campana. Per il prossimo lunedì già pregusto una bella lezione sulla pubblicità che induce in tentazione. Vediamo cosa tira fuori, il genio!