Ora di religione – parte 2

by lacapa

Prof di religione: << Vivere da buon cristiano è difficile… >>

Io: << … >>

Lui: << Se vogliamo parlare del preservativo, bhè, vi dico che è sbagliato usarlo perchè pone come obiettivo quello di evitare la procreazione, che è il fine ultimo dell’atto sessuale. Inoltre, gli altri metodi anticoncezionali, sono ugualmente errati, ma di più, pensiamo ad esempio alla pillola abortiva. E’ uccidere una vita, perchè l’embrione, anche se solo di 50 giorni, è vita! >>

Io: << … >>

Lui: << L’aborto è un grandissimo controsenso in Italia: siamo il paese più vecchio al mondo, il che significa che muoiono più persone di quante ne nascano, e abbiamo una legge che ci incita a farlo. >>

Io: << Che significa? Che visto che in Italia l’età media si è alzata dobbiamo cominciare a figliare come i conigli solo per fare felice l’anagrafe? >>

Lui: << Guarda, neanche ti rispondo… >>

Io: << E poi, professore, crede che sia giusto non dare la possibilità di abortire? Alla fine, è una scelta personale, perchè privare le donne della possibilità di decidere per se stesse? >>

Lui: << Si tratta di decidere per un’altra vita, non per quella della donna… >>

Io: << Questione di punti di vista! >>

Lui: << Esatto, tu hai detto la tua opinione, io dico quella della Chiesa, che non è quella della Chiesa in se stessa, ma di Dio! >>

Io: << Uhm… >>

Lui: << Bisogna tutelare la vita, pensare al bene del nascituro. Ho visto tredicenni rimanere incinte e pensare di abortire… >>

Io: << A tredici anni che voleva che facesse la ragazzina? Tenere il figlio e rovinarsi definitivamente la vita? Abortire mi sembra la cosa più sensata! >>

Lui: << Sarebbe stato meglio non mettersi in quella condizione… >>

Compagna di classe: << Siamo d’accordo, a tredici anni è troppo presto… Ma non ci venga a dire che fare l’amore prima del matrimonio è sbagliato, per favore, non ci prenda in giro! >>

Lui: << Viviamo in una società in cui insegnano che il sesso è tutto. Tutti vogliono arrivarci subito, ma è un processo che deve andare di pari passo con l’affetto… >>

Compagna di classe: << E si può provare amore per un’altra persona solo dopo il matrimonio? >>

Lui: << Dopo il matrimonio si potrebbe parlare di paternità e maternità responsabili >>

Compagna di classe: << Ma l’unico scopo di fare l’amore è avere dei figli? Ma le sembra plausibile? >>

Lui: << E’ quello per cui siamo stati creati! >>

Io: << Quindi, secondo lei, ci si sposa solo per avere dei figli… >>

Lui: << No, è tutto un insieme di cose. Certo, dopo il matrimonio l’aborto è impensabile >>

Io: << Ma lei considera solo l’eventualità in cui il rapporto sia consensuale. Ma ponga il caso che una ragazza, vittima di uno stupro, rimanga incinta: che deve fare? Tenere il frutto della sua umiliazione e della violenza da lei subita? >>

Lui: << Umanamente, se questa ragazza abortisse, sarebbe giustificabile. Ma umanamente non è cristianamente. >>

Io: << … >>

Lui: << Per non parlare poi del divorzio! Mai dividere quello che Dio ha unito! >>

Compagna di Classe: << Certo, mio marito mi picchia, ma io continuo a stare con lui. Mio marito è un ubriacone, ma io continuo a stare con lui. Mio marito è un pervertito, ma io continuo a stare con lui. Io e mio marito litighiamo dalla mattina alla sera e l’uno non sopporta più la presenza dell’altra, ma non divorziamo. Mi sembra sensato… >>

Lui: << Chi si separa ha il consenso della Chiesa, perchè la separazione è solo una pausa di riflessione. Infatti, i separati, possono continuare a prendere i sacramenti durante le funzioni. I divorziati, no. A meno che, a fare richiesta del sacramento, non sia il coniuge che ha subito il divorzio… >>

Compagna di classe: << Subito? >>

Io: << Quando il divorzio non è consensuale ma voluto solo da uno dei due coniugi >>

Compagna di classe: << Certo, mio marito mi tradisce. Io firmo per il divorzio, lui no. Io, cornuta, non posso più fare la comunione, quell’infedele di mio marito è sereno come un fiore perchè lui, il divorzio, l’ha subito! >>

Suona la campana. Il professore è salvo. Noi ci sentiamo buoni: non abbiamo tirato fuori l’argomento delle malattie sessualmente trasmissibili. Se l’avessimo fatto, quell’uomo sarebbe uscito dalla classe temendo di rientrarci la prossima settimana.