Me cinematografica – Second Lesson

by lacapa

Devo dire che sono abbastanza soddisfatta del risultato ottenuto con la grafica di qui. Non che io abbia fatto molto: mi sono limitata a copiare il codice del template che ho scelto da uno degli innumerevoli blog di grafica splinderiana, et voilà, tutto fatto. Il lavoro più noioso è stato sistemare il contenuto delle varie colonne, in maniera tale che non sfasassero, però il tutto è servito a riempire la mia mattinata da malata-non-tanto-immaginaria.

Arriviamo dunque al contenuto vero e proprio di questo intervento: la seconda lezione di cinematigrafia data da me stessa a… me stessa.

Le mie ultime conquiste filmiche:

  • Requiem For A Dream, che diventa il mio film preferito, spintonando giù dal podio Trainspotting. Ottima l’interpretazione di Jared Leto, Ellen Burstyn e Jennifer Connelly. Ma soprattutto, geniale il regista, Darren Aronofsky, che ha donato grande forza espressiva al film mediante una tecnica di montaggio che io, totalmente ignorante in materia, definisco innovativa. Ho adorato la scena in cui Harry [Jared Leto] e Marion [Jennifer Connelly], abbracciati nudi sul divano, si esprimono i loro sentimenti e si accarezzano, separati da una linea nera [come se si trovassero in due luoghi differenti] che impedisce loro di appartenersi completamente e di conoscersi davvero. Per non parlare degli innumerevoli flash in cui lo schermo è occupato solo dalle iridi che si dilatano sotto effetto delle droghe. Estate, Autunno, Inverno. Non c’è Primavera, non c’è rinascita. Requiem per un sogno che non potrà realizzarsi.
  • I Simpson The Movie, un po’ deludente, se devo essere sincera. Qualche perla geniale qua e là, [Spiderpork, spiderpork, il soffitto tu mi spork, tu mi balli sulla test, e mi macchi tutto il rest, tu qua, ti amo spiderpork…] ma nel complesso normale. Lo rivedrei? Anche subito. Lo consiglio? Certo. Probabilmente, il mio giudizio risente non poco della cattiva visione del film, dovuta ad un tipo coi capelli alla goku-supersayan seduto proprio davanti a me, che non ha smesso un attimo di muoversi e di pomiciare con la sua ragazza, impedendomi di guardare decentemente il cartone che ho aspettato per diciotto anni. Lo avrei picchiato volentieri.

 

Adesso, andrei a buttarmi a letto, sotto strati e strati di copertume confortevole e caldo.

Au revoir.