Gli altri blog fanno riflettere

by lacapa

Stavo leggendo il blog di Astinenza [vedi quelli linkati, sotto la voce "Delirio"] e il suo ultimo intervento mi ha portata ad elaborare un post che avevo in mente da un pò di tempo:

Quello che le ragazze abitualmente fanno per apparire.

Come avrete certamente notato, gli space pro-ana & mia aumentano esponenzialmente, e personaggi quali Paris Hilton e Nicole Richie spopolano tra i miti delle giovani fanciulle instupidite dal sogno velina.

Non voglio parlare in generale, voglio raccontare quello che già conosco anche se per esperienza indiretta.

Una mia carissima amica è bulimica da anni, almeno tre. E non è affatto grassa o brutta, ma magra e bella. E’ intelligente e simpatica, ha talento da vendere in campo danzereccio. Eppure non si piace, e per migliorarsi si mette un dito in gola e vomita quello che mangia, per non sentirsi in colpa, per guardarsi soddisfatta davanti ad uno specchio.

Prima lo ammetteva, adesso dice che ha smesso: ma l’ha detto tante di quelle volte in questi anni e non so più se crederle o continuare a preoccuparmi. Vorrei che parlasse con qualcuno, vorrei che imparasse ad accettarsi, però mi rendo conto che non sia una cosa facile.

La società della bellezza ci vuole magre, sempre tirate a lucido ed intraprendenti. Ci esige perfette, non ammette difetti o debolezze.

 

Un’altra ragazza che conosco ha smesso di mangiare per molto tempo, perchè doveva partecipare ad un importante concorso di bellezza. Guance incavate? Occhi cerchiati di occhiaie? Colorito spento? Chissene! Sono alta 1,75 e peso 49 kg, sono vicina alla perfezione, no?

Una pesca a pranzo, niente colazione nè cena.

 

Le veline sorridono dalle copertine delle riviste, le starlette raccontano ai giornali scandalistici le loro esperienze di disturbi alimentari, le televisioni ci convincono che vitasnella è meglio.

 

Tutti denunciano la crisi dei valori della mia generazione.

Ma che valori dovremmo avere? Chi ce li insegna? Chi si mette in primo piano a dare il buon esempio?

Nessuna risposta.

 

I genitori, troppo spesso, incoraggiano i figli a scegliere la via più facile per fare successo, non importa quale sia.

Mia madre, cinque anni fa, voleva che scegliessi un istituto professionale per poter lavorare subito dopo il diploma. Mi sono opposta, ho fatto il classico.

Sempre mia madre vorrebbe che m’iscrivessi in una facoltà pratica, con sbocchi ben definiti. Farò Scienze della Comunicazione, voglio fare la giornalista, non è affatto semplice o pratico.

I miei preferirebbero vedermi rimanere a Catania per la vita, io, dovessi anche litigare pesantemente con loro, andrò via l’anno prossimo.

Secondo loro non ho abbastanza capacità o talento per raggiungere il mio obiettivo, eppure finora sembra che io ci stia riuscendo. Probabilmente si aspettano ancora che io mi comporti come mia sorella, però io non studierò mai fino a tarda notte [non mi serve, sono molto rapida nell’apprendimento], non avrò fidanzati su fidanzati che dirò di amare alla follia solo perchè credo che la vita in due sia cosa normale [io sto bene da sola, non ho bisogno di una persona accanto], non eviterò di pensare alla politica perchè non mi tange [mi piace capire quello che mi succede intorno e avere opinioni basate su ideali in cui credo], non mi vestirò di rosa nè comprero peluches a profusione [preferisco il rosso e se proprio devo spendere i miei soldi, tanto vale che io lo faccia in libreria], non eviterò di dire in faccia alle persone quello che penso [parenti compresi], non mi metterò a dieta per paura che il mio ragazzo mi lasci [se gli piaccio, gli piaccio come sono, punto], non mi pentirò di non aver partecipato a concorsi di bellezza [se lo facessi, sareste autorizzati a sopprimermi], non me ne fregherò delle mie amiche temporanee [non ne ho, io ho solo amicizie sincere e durature nel tempo]… Non sarò come lei e non li renderò fieri di me, evidentemente.

Però almeno sarò contenta di quella che sono e non mi perderò al terzo anno di università perchè la facoltà che ho scelto non era quella che volevo fare ma che tutti si aspettavano che io facessi.

 

Mia sorella è pura apparenza.

Mi domando come faccio ad essere così diversa da lei.

 

Sarà che la filosofia dell’essere-è-meglio-che-sembrare, paga.

 

Paga?