Lost For Words

by lacapa

Mi domando e mi chiedo: un banco è poi così importante?

Scusate la stupidità dell’argomento, ma lasciate che vi spieghi: domani comincia la scuola, ancora una volta, per l’ultima volta. Almeno per me.

Si sa come funziona: copiare e farsi suggerire sono cose fondamentali per una media decente.

Noi studenti siamo così abituati ai prof, che oramai troviamo ogni maniera possibile per prenderli per il culo, però la buona riuscita della presa per il culo dipende da quanto siamo lontani dai loro occhi strabici ed indagatori.

Ne consegue che: ultimi e penultimi banchi sono ambitissimi.

In classe da me ci sono delle vere e proprie associazioni a delinquere, perchè, sebbene siamo uniti, la corsa per il banco ci vede tutti contro tutti, in una sorta di combattimento all’ultimo sgambetto.

Al terzo anno sono arrivata in ritardissimo e mi è toccato il primo banco centrale. Attaccata alla cattedra, in religioso silenzio. La cosa non è stata troppo negativa perchè mi ha fatto fare una certa buona reputazione con i prof, e dunque si è rivelata sfruttabile. Di contro, avere un suggerimento, parlare con la mia compagna di banco, ascoltare musica, usare il cellulare, leggere un buon libro o giocare a carte, erano azioni impensabili.

L’anno scorso alcuni compagni hanno diffuso il numero di aula sbagliato, quindi, prima di renderci conto che quella dove ci stavamo scannando non era l’aula a noi destinata, i furboni orditori dell’inganno, avevano già preso i posti migliori nella nostra vera classe. Risultato? Secondo banco laterale. Meglio del primo, a livello di visibilità [potevo parlare con la compagna di banco, o studiare una materia diversa rispetto a quella che il docente di turno stava spiegando], ma con gli stessi vantaggi dal punto di vista delle impressioni che si possono dare ai prof, che in genere sono prevenuti nei confronti di quelli che sono più distanti dalla cattedra, viceversa meglio disposti con gli sfigati che si sorbiscono le loro sputacchiate varie.

[La mia classe cambia insegnanti ogni singolo anno.]

Quest’anno la cosa è ben più seria [che espressione ridicola in riferimento a quello di cui sto scrivendo].

E’ partito un giro di telefonate per la formazione di varie coalizioni.

Chi, nel corso degli anni, ha occupato l’ultimo banco a destra, l’ultimo e il penultimo al centro [i sei che hanno sempre avuto quei posti] non intende mollare, dunque ha cominciato a spargere voci su voci riguardanti il numero dell’aula, e i vari spostamenti in fieri.

Qualcuno ha detto: "Non me ne fotte un cazzo, non ci sono amicizie che tengano, io devo mantenere il mio posto!". Evviva. Il primo giorno di scuola tira proprio fuori il meglio dagli studenti.

Dal canto mio, aspiro ad un semplice terzo banco laterale che mi andrebbe di lusso. Siamo una classe di 27 persone, sarei coperta quanto basta per copiare, far copiare e non far sentire abbandonato il mio povero lettore mp3.

Domani si entra alle 10.20, dunque non possiamo sperare nei soliti ritardatari che ci semplificherebbero la maratona alla rincorsa del successo.

Noi [intendo io e le girls di cui ho parlato nel post precedente] gradiremmo stare tutte vicine. La cosa, però, non è affatto facile da ottenere, ragion per cui, imbracciamo le nostre armi.

Alle 8.00 antimeridiane saremo appostate fuori dai cancelli di scuola, attendendo l’arrivo dei primi bidelli.

Alle ore 9.00 dovrebbero lasciarci posteggiare i motorini all’interno del cortile, dunque varcheremmo il primo confine.

Alle 9.05 comincerà la nostra opera di persuasione nei confronti della bidella simpatica e buona, inginocchiandoci ai suoi piedi se necessario, purchè ci faccia occupare la nostra aula con largo anticipo.

Alle 9.15 dovrebbe essere già arrivato il resto della classe: se non siamo già in aula, o perlomeno davanti alle scale, ci troveremo nella stessa condizione degli altri, ovvero, rischieremo sgambetti, pedate, unghiate e tirate per i capelli.

Questo che vi ho esposto sopra, è solo il piano di riserva.

Una di noi potrebbe anche arrivare a scuola alle 8, con una vistosa fasciatura al piede. Sua madre parlerebbe coi bidelli, informandoli della frattura alla caviglia della figlia, ed implorandoli di lasciarla entrare in classe così da sedersi. L’aula, sappiamo da fonti attendibili, è al piano di sopra, raggiungibile anche attraverso le scale antincendio, situate posteriormente all’ingresso principale ed apribili solo dall’interno. La suddetta compagna, una volta che i bidelli avranno allentato la sorveglianza su di lei, si fionderebbe ad aprire la porta di sicurezza, dove saremmo appostate io e le altre girls. Entreremmo, chiudendo la porta di cui sopra alle nostre spalle, prenderemmo i banchi migliori e non ci scolleremmo fino all’uscita. Sarebbe VITTORIA.

Sarebbe. I bidelli potrebbero essere più severi di quanto pensiamo, l’ingresso di sicurezza potrebbe essere chiuso col catenaccio, potrei addormentarmi e fare tardi.

Ho pensato anche ad altre opzioni, ma tutte prevedono di scassinare qualcosa, dunque sarà meglio evitare di attuarle.

Domani sarà il giorno della verità.

Domani sarà Armageddon.