Tocchiamo Ferro

by lacapa

No, tranquilli, non è un intervento sulle superstizioni, nè un invito a munirvi di zoccoli di cavallo et similia.
Appena un attimo fa ho visto su TRL l’esibizione live di Tiziano Ferro sulle note della sua nuova canzone, che credo s’intitoli "Raffaella è mia", e mi sono a dir poco stupita delle capacità vocali non sue, ma delle scimmie urlatrici che smaniavano per sfiorare appena le mani di quel grande sex simbol alto un metro e venti.
Sono convinta che i cantanti italiani in auge in questo periodo non sappiano dare un senso ai propri testi: Ligabue ["cosa vuoi che sia, ci sei solo dentro, pagati il tuo conto"], gli ZeroAssoluto ["ma ne valeva la pena rischiare tutto o no? Appena prima di partire basta una volta e non lo scordi più"], Laura Pausini ["m’illumini d’amore immenso fuori e dentro"], Paolo Meneguzzi ["nel mio silenzio resterò e finché respiro non avrò ti aspetterò"] et cetera…
Premesso che poco mi frega di sapere che Ligabue è tirchio e non paga la cena per gli altri, che gli ZeroAssoluto sono dislessici, che la Pausini copia Ungaretti quando parla delle carenze dell’Enel, e che Meneguzzi aspetta che la Musica arrivi a fargli visita [e sarebbe anche ora] evitando di respirare. Però l’idiozia di questi testi è ben poca cosa rispetto a quella che lui, che solo la ruggine teme, riesce a donare ai suoi versi.
Ho pensato che le abilità di costui nell’ideare periodi sconnessi non potesse passare sotto silenzio, così, qui di seguito, analizzerò alcuni stralci di una delle sue liriche più osannate, certo degna di quelle del Sommo Poeta.
 
"Ricorderò e comunque anche se non vorrai" –> Troppo complesso perchè menti non illuminate lo comprendano.
"Ti sposerò perchè non te l’ho detto mai" –> Siamo solo al secondo verso, ma già traspare l’autobiografismo del Ferro, il quale sembra essere solito narcotizzare le donne che lo aggradano, sì da convolare a nozze insieme senza ch’esse se ne rendano conto.
"Come fa male cercare, trovarti poco dopo" –> Il cantante soffre d’ulcera, è evidente.
"E nell’ansia che ti perdo, ti scatterò una foto" –> Forte della propria licenza poetica, egli si permette di ignorare tutte le norme della consecutio temporum, informando l’attento pubblico della sua passione per le fotografie, così intensa da spingerlo perfino ad immortalare la busta della farmacia, in maniera tale da avere una prova certa di aver comprato le aspirine con le quali spera di curarsi. Ferro soffre, inoltre, di problemi di memoria.
RIPETIZIONE DEL PRIMO VERSO –> Non mancanza di fantasia, ma fine anafora.
"Ti chiamerò perchè tanto non risponderai" –> La leggenda narra che una giovin fanciulla, in un attacco d’ira, gli abbia sbattuto il telefono in faccia. Da allora, il suddetto Tiziano Ferro, passa le sue giornate telefonandole onde donare nuovo onore al proprio orgoglio vilipeso.
"Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco e capendo che ti ho perso ti scatto un’altra foto" –> Per lui il tempo e lo spazio non hanno significato e non sono altro che dilatazioni mentali, pertanto può regalare ai posteri l’istantanea della famosa confezione di aspirine, sebbene essa sia andata perduta.
"Perchè piccola potresti andartene dalle mie mani" –> Si riferisce alla pillola che deve essere sciolta in acqua, o alla supposta che deve essere… Bhè, avete capito.
"Ed i giorni da prima lontani saranno anni" –> Ancora una volta sono troppo poco lungimirante per comprendere il senso di tali parole.
"E ti scorderai di me" –> Impossibile.
"Quando piove i profili e le case ricordano te" –> Ricordo che egli ha problemi di memoria, non riesce dunque a ricordare le sembianze del bene perduto così che lo immagina in ogni dove. Tra l’altro il tempo è incerto – dotto riferimento ai cambiamenti climatici – sicchè gli risulta impossibile tornare in farmacia.
"E sarà bellissimo perchè gioia e dolore han lo stesso sapore con te" –> L’ulcera eleva l’animo. Egli gioisce al pensiero della notte che trascorrerà insonne, poichè il dolore gli porterà la felicità data dalla nuova condizione spirituale.
"Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse" –> Per quanto benefico, il dolore è sempre dolore.
"E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse" –> Sta godendo degli effetti della supposta: adesso spera che quel male non lo colpisca nuovamente.
"E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare" –> Forse ha assunto un’infermiera privata.
"E voglio indifferenza se mai mi vorrai ferire" –> La chiave di lettura risulta ostica. L’infermiera privata, per ferirlo, dovrebbe ignorare le sue urla di dolore? Mi scuso, nuovamente, per la mia incompetenza poetica.
"E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante" –> E’ il delirio indotto dalla malattia mal curata.
"E pur avendoti qui ti sentirei distante" –> Uso del condizionale ad indicare la remota eventualità che la suddetta infermiera degenere gli si avvicini: probabilmente lui, dopo giorni di sofferenze e notti insonni, puzza.
"Cosa può significare sentirsi piccolo quando sei il più grande sogno il più grande incubo" –> Non lo so. Solo una mente piegata dalle sofferenze può comprendere l’autore. Di importante rilevanza poetica l’ossimoro tra "sogno" ed "incubo", associato al parallelismo tra le due espressioni anaforiche "il più grande".
"Siamo figli di mondi diversi una sola memoria che cancella e disegna distratta la stessa storia" –> Qui sono espressi a pieno i problemi di memoria del Ferro, il quale, da animo superiore quale è, comunica con gli extraterresti e a loro racconta le sue giornate, prima che cadano tra le nebbie dell’oblio. Altresì, egli manifesta la sua passione per il fumetto, asserendo che la più volte menzionata memoria non è altro che una disegnatrice, peraltro poco attenta, di storie banali.
IL RESTO NON E’ ALTRO CHE LA GEMINATIO DI QUANTO ESPRESSO IN PRECEDENZA.
 
Spero di aver chiarito il VALORE INDISCUSSO della poetica di questo ex ciccione, sebbene io mi renda conto che un solo testo non è abbastanza per esplicare al meglio un’analisi accurata dell’opera INIMITABILE  del Ferro.
Grazie per l’attenzione.
 
 
PS. L’intervento che avete appena letto è stato postato su NONCICLOPEDIA alla voce "TIZIANO FERRO"!